COME FARE AUTOSTOP IN SUD AMERICA

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Come fare autostop in Sud America: alcuni spunti

Ciao a tutti viaggiatori, è ancora vivo il ricordo di quando per la prima volta ho fatto autostop a 32 anni in sud America. Inizialmente non è stato affatto semplice provare ad alzare il pollice sperando che qualche buona anima si fermasse a darmi un passaggio. Premetto che non sono un ragazzo disinibito, anzi sono piuttosto tranquillo. Ma come ben saprete se avete letto il mio articolo ‘AUTOSTOP VERSO LA PATAGONIA’, il mio obiettivo era quello di tenere il budget medio giornaliero di 20 euro e per mangiare, fare tour, dormire e spostarsi non sempre erano sufficienti. Un modo per limare queste spese era fare autostop e cercare di raggiungere nuove destinazioni grazie all’aiuto di altre persone. Di seguito ecco come fare autostop in sud America o, più precisamente, come ho fatto io.

Chiedi informazioni a chi ha più esperienza di te

Questo vale anche nella vita. Io ho chiesto molte informazioni riguardanti gli autostop ad altri ragazzi che ho conosciuto nei vari ostelli dove ho pernottato durante la discesa verso la Terra del Fuoco. Inizialmente ero titubante perché molte persone che conosco prima di partire mi avevano detto di fare attenzione a chiedere passaggi agli sconosciuti. Questo perché, secondo loro, avrebbero potuto rapinarmi o addirittura uccidermi. Sicuramente non bisogna prendere alla leggera un viaggio, soprattutto quando lo fai in solitaria, ma credo che certi luoghi comuni siano da sfatare. Infatti, dopo circa 3000 km in autostop e decine di persone che mi hanno “raccolto” dalla strada, ho vissuto delle bellissime esperienze e ho imparato molto. E ascoltando gli altri viaggiatori incontrati lungo il cammino ho capito che anche per loro fare autostop è stato un bagaglio di crescita immenso.

I miei primi autostop

Mi avvicino al bordo strada sul lato dove transitano i veicoli che hanno la mia stessa direzione. Mi fermo appena fuori dal paese e appoggio i miei due zaini. Faccio un respiro profondo e alzo il pollice. Transita la prima auto, ma non si ferma. Riporto il braccio lungo il corpo e lascio passare altre auto. Secondo tentativo: alzo nuovamente il braccio col pollice all’insù e anche questa volta le macchine che mi sfiorano non si fermano. Cerco di capire il vero motivo per cui sto facendo autostop e mi dico: “Devi raggiungere Ushuaia con 20 euro al giorno!”. Nessuno sa quale sia il vero motivo, ma io lo so. Ho un obiettivo! Così riacquisto decisione e porto nuovamente il braccio verso la strada e sorrido ai conducenti che mi passano accanto. Sorridere è fondamentale per infondere sicurezza a chi ti guarda e comunque è sicuramente più piacevole che vedere qualcuno col broncio.

Ecco come ho superato le paure iniziali

Ho deciso di non seguire i consigli di chi mi ha detto di non fare autostop perché non avevano esperienza in merito. Ho ascoltato invece chi mi diceva come fare per riuscire nel mio intento perché avevano chilometri e chilometri di autostop sulle spalle. Quello che voglio dirvi è di ascoltare tutte le campane ma di seguire i consigli di chi una cosa la fa e non di chi una cosa la dice solamente per sentito dire. Sicuramente ci sono momenti particolari in cui sembra che nessuno voglia farti salire a bordo o situazioni in cui per ore non si vede anima viva, ma non demordete. Inoltre non lasciatevi intimidire se volete provare a fare autostop e all’inizio alzare il pollice è più difficile che sollevare un macigno: anche qui l’unica soluzione è la pratica. E soprattutto non pensate a ciò che possono pensare gli altri di voi: perché siete gli unici che sanno quali sono i vostri obiettivi. Non abbandonate mai i vostri sogni!

Disfruta tu Vida!

Enrytraveller

Un tratto di strada in Patagonia

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